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Visualizzazione dei post da ottobre, 2015

Il defunto odiava i pettegolezzi di Serena Vitale

Un’indagine, una ricostruzione, un racconto intorno al suicidio di Majakovskij .  La mattina del 14 aprile 1930 Veronika Polonskaja era appena uscita dalla «stanza-barchetta», come la chiamava il poeta, quando udì uno sparo, non tornò indietro, urlò. Majakovskij fu trovato disteso a terra, morto, una pistola tra le gambe, la camicia color giallastro macchiata di sangue sulla parte sinistra del torace. «Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare.» Scrive il poeta nella sua lettera di congedo alla vita. Serena Vitale ha messo insieme lettere, stralci di corrispondenza,deposizioni, fotografie, ritratti del protagonista, disegni … senza alcuna pretesa di stabilirne la verità, questo libro, riesce però a far respirare l’aria dell’epoca in Unione Sovietica: polizia segreta, Nkvd (antenata del Kgb ), OGPU , la perfidia di Gor’kij che lo diceva affetto dalla sifilide, «malattia del capitalismo», il LEF e il

Gli anni di Annie Ernaux

Racconto della propria vita famigliare e sociale sono un tutt’uno nel modo di narrare di Annie Ernaux. Dal dopoguerra ai giorni nostri, Ernaux ha captato il riflesso della memoria individuale dalla storia collettiva e viceversa. Ogni momento, anche solo come evento da ricordare, è elemento di riflessione. La Storia contemporanea scorre sotto i nostri occhi mentre abbiamo il libro tra le mani. Le foto testimoniano l’essere di Annie Ernaux nella Storia, il suo divenire, sul retro il luogo e l’anno in cui è stata scattata ci aiutano a ricordare il nostro essere nella Storia: dove ero in quell’anno? Quanti anni avevo e cosa facevo? Si passa dal racconto della guerra dei nonni, attorno ad una tavola, fino al discorso intorno ad una marca di telefonino, l’ultimo gioco della wii. Ai luoghi di socializzazione: dalle assemblee politiche ai centri commerciali. Il sapere elitario è divenuto sapere di massa, da una modalità di conoscenza attraverso i libri si è passati a una attra

Panorama di Tommaso Pincio

Pincio ha guardato oltre il presente, il futuro possibile, oppure l’altro oggi, quello che ha visto è una umanità fatta paesaggio in cui il verbo leggere o ascoltare è stato sostituito dal verbo guardare. Una società in cui una minoranza di lettori è sconfitta dalla maggioranza che odia l’atto del leggere, tanto da imporre il proprio cieco punto di vista con la violenza. In questa società non c’è più posto per una libreria. Le pagine dei libri sono state sostituite dalle pagine del social network, si è passati dallo sbirciare tra le pieghe dei personaggi di letteratura allo sbirciare la vita di fantasia che davanti a un monitor ogni frequentatore del social network si costruisce. Ottavio Tondi , il protagonista, che di quella minoranza era stato una star, il lettore puro - legge continuamente e in ogni luogo, senza alcun obiettivo personale, sociale, professionale -, mentre cammina sul ponte Sisto , con un libro in mano, viene aggredito da un gruppo di ragazzi, quell’episodio