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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

Torto marcio di Alessandro Robecchi

Leggo pochi libri gialli, questo l’ho comprato perché convinto dalle parole di Corrado Augias nella trasmissione “Quante storie”. 
Torto marcio è un giallo ma anche no. Ambientato a Milano tra San Siro e via Manzoni, tra i quartieri di lusso e le case popolari occupate dai poveri, dagli africani, dai malviventi.
Il sovrintendente Carella e il vice Ghezzi (personaggi familiari per chi ha già letto altri libri di Robecchi) devono risolvere alcuni casi di omicidi, tre uomini, ricchi, il proprietario di una catena di macellerie di lusso, un architetto e un uomo dell'alta finanza; non hanno nulla in comune se non il fatto di essere stati trovati morti con un sasso bianco e liscio poggiato sul petto. Carlo Monterossi (il protagonista di tutti i gialli di Robecchi) autore televisivo della trasmissione trash Crazy Love, che non sopporta più, condotta da Flora De Pisis, che l'ha trasformata passando dalle lacrime d’amore a quelle per i morti ammazzati. Monterossi preferirebbe scrivere un…

Il gaucho insopportabile di Roberto Bolaño

Quando viene pubblicato un libro postumo c’è sempre il sospetto che sia solo una trovata editoriale per guadagnarci su e che l’opera in sé sia solo un’accozzaglia di scritti messi insieme alla bell'e meglio. Ho letto, quindi, qualche recensione prima di acquistare il libro, erano tutte positive ma confesso di aver serbato qualche dubbio fin quando non ho avuto il libro tra le mani e ho iniziato a leggerlo. Un libro magico.
Capita più spesso, ho letto da qualche parte, di leggere tra le righe di un testo, soffermandosi solo su alcune parole, credo che in inglese si dica skin reading, capita anche a me; quando il testo è ampolloso ripetitivo. Alcune volte, invece, mi soffermo sulle parole; leggo una frase, ritorno all'inizio del periodo, leggo e rileggo lentamente. Ecco, quando capita è perché mi trovo tra le mani un libro in cui l’autore ha cesellato ogni parola e ogni parola merita di essere letta con attenzione, con il tempo dovuto. Quando raramente ho la fortuna di imbatterm…

Purity di Jonathan Franzen

Il libro è suddiviso in sette capitoli, interessante è il parallelo tra il regime socialista e quello digitale, tra i dossier della Stasi e quello della rete che mi ha fatto pensare all’ultimo libro di Renato Curcio, L'egemonia digitale e in particolare al passo in cui Curcio dice: “Nel Grande imprigionamento digitale – a differenza dei totalitarismi che hanno afflitto il secolo passato – sono i nostri “dati” e i nostri “profili” che vengono rastrellati, deportati e internati mentre i nostri corpi vengono lasciati “liberi” di imbrigliarsi ulteriormente nella Rete affinché possano contribuire incessantemente a produrre gratuitamente ulteriori aggiornamenti.”
I personaggi sono complessi, ci sono intrecci erotici e soprattutto cerebrali, ognuno dei personaggi cerca di fare i conti con il passato, alcuni lo vorrebbero eliminare, altri metterlo in luce, tutti sono divorati dal senso di colpa e tutti hanno dei segreti e i segreti cosa sono se non il segno distintivo, la cifra identitaria…